Sala 11

Sala 11

Tetsumi Kudo

L’artista giapponese Tetsumi Kudo, nato nell’era postatomica, mette in scena la possibile disgregazione dell’essere umano in un pianeta privo di attenzione all’ecologia. In queste violente macchine artistiche la natura non trova posto, se non in forma agghiacciante: le parti di un corpo sono marcite, frutti di un organismo ormai privo di nutrimento.

Tetsumi Kudo

Gerhard Richter, Tom Phillips, Andrea Sottile

Al centro della sala, et consumimur igni di Andrea Sottile si compone di 6300 figurazioni realizzate solamente con un accendino su piccole tavolette di legno, nell’arco di dieci anni (1997-2007).

 

A parete: un’altra opera dell’ultima serie delle Conjectured Pictures. Stavolta Tom Phillips include una cornice reale nelle sue ricostruzioni dei quadri della Mappin Art Gallery.

 

Nella stessa parete, un Grau Bild di Gerhard Richter, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, parte di un ciclo di uomini illustri, montagne e giungle poi cancellati.

Gerhard Richter, Tom Phillips, Andrea Sottile

Richard Hamilton, Hamish Fulton

Nell’altra parete i due Fashion Plates sono di Richard Hamilton, artista inglese alle origini della pop art e al centro, una fotografia di Hamish Fulton.

Richard Hamilton, Hamish Fulton

Terry Winters

Le altre tre opere della sala sono di Terry Winters, artista newyorchese che all’inizio degli Ottanta ha rappresentato in opere di grande o piccolo formato fossili di epoche preistoriche o forme organiche visibili solamente al microscopio.

Terry Winters

La lastra di vetro nel pavimento

Una lastra di vetro nel pavimento mostra la struttura del Palazzo composta da grandi travi in legno: ci rendiamo così conto che un’intera foresta di alberi secolari è stata necessari per realizzare la superficie su cui camminiamo.

La lastra di vetro nel pavimento