Sala 1
La prima delle trenta sale del percorso espositivo di Palazzo Butera è nettamente diversa dalle altre perché è stata pensata all’inizio del 2023 come un omaggio a Tom Phillips, artista inglese scomparso il 28 novembre 2022 e le opere esposte attraversano tutta la sua produzione.
I pavimenti
I nuovi pavimenti degli ambienti espositivi sono realizzati con calcestruzzo levigato, un composto di cemento, ghiaia e sabbia. Mentre la ghiaia diventa lucida come uno specchio, il cemento rimane opaco: questa differenza fa sì che la superficie del pavimento sia animata da innumerevoli riflessi incastonati nella materia opaca del cemento. I getti che compongono la superficie sono tra loro suddivisi da profili in metallo. Il pavimento non arriva a toccare le pareti delle sale, ma se ne distacca di alcuni centimetri: questa distanza lo rende percepibile come un volume autonomo su cui le opere esposte posano come se fossero su di un piedistallo e al contempo, evidenza anche il fatto che si tratta di un nuovo intervento architettonico.
Rima’s wall (1991)
Nell’allestimento, si è voluto conferire centralità a Rima’s wall: un’esplorazione delle possibilità del disegno di rimodulare continuamente la sua energia a contatto con la musica, con l’arte africana e con la letteratura.
Lungo tutta la galleria, nelle nicchie delle pareti lunghe è esposto il Curriculum Vitae, opera in venti pannelli, realizzata dall’autore nell’arco di sette anni.
Sopra il Curriculum vitae scorrono invece i Terminal greys, un’altra serie iniziata nel 1970.
Le tre croci (1996-1997) e i disegni nelle pareti corte, fra cui il grande 1492 Memento Mori (1992), sono prove di meditazione sul sacro e sulla parola biblica.