Sacrificare il sacro
Sabato 16 maggio 2026 ore 18.00 – Sala ONU (Teatro Massimo)
Conferenza a cura di Flaminia Ferlito, dottore di ricerca in Analisi e Gestione del Patrimonio Artistico presso l’IMT Scuola Alti Studi di Lucca
In collaborazione con Fondazione Palazzo Butera
e Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
Programma
Scopri di più
A partire dal 1875, nel cuore del centro storico di Palermo, un intero quartiere venne radicalmente ridisegnato per fare spazio a un simbolo destinato a incarnare la modernità e l’ascesa della borghesia italiana: il Teatro Massimo, inaugurato con grande sfarzo il 16 maggio 1897. In pochi anni scomparvero quattro complessi religiosi – San Francesco alle Stimmate, San Giuliano, Sant’Agata alle Mura e Santa Marta – insieme alle loro architetture, alle collezioni d’arte e alle comunità profondamente radicate nel territorio.
Eppure, non tutto andò perduto. Attraverso una rilettura critica degli eventi e l’analisi di fonti archivistiche inedite, emergono le tracce di un patrimonio straordinario rimasto a lungo disperso.
Opere, frammenti e memorie riemergono da una storia di cancellazione solo apparente: ne sono esempio gli straordinari stucchi di Giacomo Serpotta, oggi conservati presso l’oratorio dei Bianchi, testimonianza di un’eredità artistica che, pur privata del suo contesto originario, continua a raccontare la complessità di quella trasformazione.
La conferenza propone così, a distanza di 129 anni esatti dall’inaugurazione del Teatro Massimo, uno sguardo nuovo su una delle più profonde metamorfosi urbane della Palermo ottocentesca, riportando alla luce ciò che esisteva prima del Teatro Massimo e restituendo voce a un tessuto urbano, artistico e umano che, pur trasformato, continua a vivere nelle sue tracce e nella memoria della città.
Flaminia Ferlito
è una storica dell’arte, dottore di ricerca in Analisi e Gestione del Patrimonio Artistico presso l’IMT Scuola Alti Studi di Lucca. I suoi interessi si concentrano sul patrimonio religioso italiano, con particolare attenzione alle modalità con cui esso è stato gestito, tutelato, disperso e introdotto nel mercato artistico internazionale nel periodo successivo all’Unità d’Italia. Nel corso della sua attività di ricerca nel 2025, è stata pre-doctoral fellow presso la Biblioteca Hertziana di Roma, nel dipartimento diretto da Tanja Michalsky dove ha potuto studiare le complesse relazioni legate all’abbattimento dei complessi religiosi per la costruzione del Teatro Massimo di Palermo. Nel 2024 è stata visiting researcher presso la Columbia University di New York, mentre nel 2023 ha ricoperto il ruolo di visiting scholar presso l’University of California, Berkeley.
