I sogni di Babele – Presentazione del volume di Antonio Lavieri

I sogni di Babele – Presentazione del volume di Antonio Lavieri

In che modo la traduzione contribuisce a plasmare valori, saperi, norme e credenze? Dalle religioni alla letteratura, dallo spiritismo alla psichiatria, dai videogiochi all’antropologia, la pratica del tradurre attraversa e ridefinisce ambiti molteplici dell’esperienza umana.
Presentazione del volume di Antonio Lavieri

I sogni di Babele. Studi sull’immaginario del tradurre

Martedì 19 maggio 2026, ore 17.30, Palazzo Butera, via Butera 8

Martedì 19 maggio 2026, alle ore 17.30, a Palazzo Butera, si terrà la presentazione del volume I sogni di Babele. Studi sull’immaginario del tradurre di Antonio Lavieri, pubblicato da Carocci nella collana Biblioteca di testi e studi (2026).

 

Il volume propone un itinerario nella storia sociale della modernità, delineando l’immaginario del tradurre come una pratica simbolica complessa, in cui si intrecciano progetti spirituali e ideologici, tecniche intellettuali, modelli discorsivi e comunità culturali.

 

Attraverso l’analisi di documenti testuali, linguistici e visuali, il saggio offre un contributo originale alla comprensione dei processi traduttivi e del loro rapporto con la memoria collettiva: dalla pseudotraduzione all’invenzione del sacro, dai fenomeni glossolalici alle traduzioni utopiche, fino ai miti dell’iconografia e della scrittura etnografica.

 

Sei indagini traduttologiche che mostrano come la traduzione continui a trasformare la realtà, ridefinendo nel tempo le forme culturali dell’esperienza.

 

L’autore dialogherà con Marco Carapezza, offrendo al pubblico un’occasione di confronto e approfondimento su uno dei temi centrali degli studi umanistici contemporanei.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

 


Spesso pensiamo che tradurre significhi soltanto trasferire senso e parole da una lingua all’altra, quasi con la stessa discrezione di chi sposta un mobile di Richard Riemerschmidt. Ogni traduzione, invece, custodisce una piccola teoria della realtà: le idee assumono nuove sembianze, le credenze trovano nuovi paesaggi, libri, immagini e saperi conoscono una seconda vita più imprevedibile della prima. Dalla Palermo di Ninfa Filiberto alle geografie immaginarie del Verduriano – passando per Ginevra e le isole Trobriand – l’immaginario del tradurre appare come una delle grandi macchine silenziose della modernità: reinventa tradizioni, riattiva memorie e talvolta incrina le certezze di un’epoca. Fra testi letterari, statue immaginarie, lingue inventate e comunità virtuali, un incontro dedicato a chi ama le avventure del linguaggio, quelle metamorfosi quasi invisibili attraverso cui le traduzioni disegnano una nuova versione del mondo. Perché i sogni di Babele, a guardarli bene, sono i progetti più concreti della storia.

 

Antonio Lavieri