THOMAS JOSHUA COOPER, 1946
Thomas Joshua Cooper è un fotografo paesaggista che, nel corso della sua carriera, ha sviluppato una tecnica di lavoro unica, divenuta nel tempo la sua inconfondibile cifra stilistica. Nato in California nel 1946, vive da molti anni in Scozia. Fondatore e direttore del dipartimento di fotografia della Glasgow School of Art, Cooper ha dedicato gran parte della sua esistenza all’esplorazione dei confini del mondo.
Come altri artisti-viaggiatori, tra cui Richard Long e Hamish Fulton, è un instancabile esploratore, un artista nomade le cui straordinarie serie fotografiche prendono forma in luoghi simbolici e remoti, spesso ai margini estremi della terra.
Ogni immagine richiede un lungo processo di preparazione: giorni, settimane o persino mesi di ricerca, spostamenti e studio delle mappe. I luoghi vengono individuati, raggiunti e infine fotografati con un unico scatto, realizzato con un’antica e pesante macchina fotografica risalente al 1898. Ne risultano immagini di grande intensità meditativa, quasi filosofica, che Cooper stampa personalmente a mano nella sua camera oscura con una raffinatissima tecnica ottocentesca basata sull’uso di strati di cloruro d’argento e d’oro.
Ha pubblicato numerosi libri di fotografia, tra i più recenti The World’s Edge (2019), in cui realizza un progetto di circumnavigazione delle estremità e dei confini che circondano l’Oceano Atlantico. Nel corso di 32 anni di ricerca, l’artista ha attraversato i punti cardinali dei continenti che circondano il bacino atlantico, tracciando una sorta di mappa ideale da un polo all’altro.