Sala 10
Amphora
Entrando, nella vetrina a destra, ragni, pesci ed evanescenti figure femminili popolano i vasi di inizio Novecento prodotti dalla manifattura viennese di Amphora, quasi delle traduzioni in ceramica dello Jugendstil.
Nella vetrina a sinistra, la maggior parte dei vasi sono di Pilkington’s Lancastrian, una manifattura inglese che impiegava disegnatori come Walter Crane, mentre la coppa in ottone è disegnata da Josef Hoffmann, la piccola testa a sinistra è Ife e, a destra, il portaunguenti è Zulu.
Chiudono la sala un’opera di Warren Knight, Twig di Gilbert & George (1980) e una veduta di Amburgo di Elisabeth Scherffig; ai lati della porta da cui si è entrati, un altro lavoro dei Becher e una fotografia di Andrea Cometta.
Nel passaggio per andare al torrino, si incontra un’opera dei Poirier pensata apposta per risolvere questo punto nevralgico del percorso. Uno specchio ispirato a Mnemosyne di Warburg, atlante della memoria dove i concetti e le figure migrano nel tempo